Minicurso: Metáforas em Platão e Vico

Ministrante: Prof. Dr. Enrico Nuzzo

Professor de História da Filosofia do Departamento de Filosofia da Universidade de Salerno

Datas: 28, 29 e 30 de Abril de 2014, das 08h às 12h

Local: Auditório do CCH, bloco H-35

Tema do curso: Linguagens filosóficas e políticas, com particular atenção à investigação no campo da “metaforologia epistemica” em Platão e Vico, notadamente à luz de um interesse pelo estudo dos aspectos menos “transparentes” das “imagens” (e dos imaginários).
Problemas relativos às relações entre “filosofia e literatura” em Platão e Vico, especialmente pertinentes à “metafórica epistêmica” e à “metafórica urbana”, com o desenho de uma reconstrução sistemática de “lugares espaciais” da “sapiência” e da “sabedoria” desde a antiguidade clássica à idade moderna.

Página do minicurso

Inscrições e informações:

Secretaria do Departamento de Filosofia – Bloco H35 – sala 001

Fone: 44-3011-8925 / O endereço de e-mail address está sendo protegido de spambots. Você precisa ativar o JavaScript enabled para vê-lo. / www.dfl.uem.br

Taxa de inscrição: R$ 5,00 (para emissão do certificado)

Vagas Limitadas!

Inscrições

As inscrições poderão ser feitas pessoalmente na Secretaria do DFL ou por email. Para quem optar pela inscrição via email, deverá anexar a ficha de inscrição preenchida ao email e enviar para O endereço de e-mail address está sendo protegido de spambots. Você precisa ativar o JavaScript enabled para vê-lo. . Após receber a confirmação de recebimento e efetivação da inscrição pela secretaria, o interessado deverá então gerar o boleto bancário e recolher a taxa cobrada. O comprovante de pagamento escaneado deverá também ser enviado por email.

Ficha de inscrição

Para realizar o pagamento da taxa de inscrição, é necessário emitir o boleto bancário na página Guia de Recolhimento. Informe corretamente seus dados pessoais (CPF e nome completo, sem abreviações). O boleto poderá ser pago em qualquer agência bancária até a data do vencimento.


Secretaria do Departamento de Filosofia
Av. Colombo n.5.790 – bloco H-35 sala 001
Maringá - Paraná
Telefone: (44) 3011-8925
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Programa do Minicurso

Apresentação científica

Enrico Nuzzo é professor de História da Filosofia do Departamento de Filosofia da Universidade de Salerno. Os seus interesses de pesquisa voltam-se sobretudo à história do pensamento dos séculos XVII e XVIII, mas também da contemporaneidade (com algumas “incursões” na antiguidade), sobre as intersecções entre história da filosofia, história das idéias políticas e história da historiografia na cultura italiana, francesa e inglesa.

Principais linhas de pesquisa

-genealogia da “razão histórica” e história do historicismo
-Vico, Doria e a tradição filosófica meridional
-edição crítica da Scienza Nuova de 1725
-a fundação do gênero moderno da história antiga (Saint-Évremond, W. Moyle, Condillac, etc.)
-a “sabedoria moderna” entre libertinos e “moralistas” europeus
-a tradição republicana inglesa
-problemas teórico-metodológicos relativos à história do pensamento filosófico, político, histórico: entre história da cultura e metaforologia
-“linguagens” e “imaginários” do pensamento político moderno: aristotelismo político, razão de estado, maquiavelismo, tacitismo, utopia
-figuras da sabedoria e da cidade: a “metafórica epistêmica urbana” entre idade clássica e modernidade
-“figuras de fronteira” na reflexão antropológica e natural moderna: o “desmesurado”
-escritas biográficas e autobiográficas na idade moderna
-teorias dos climas e caracteres dos povos na tradição ocidental


Presentazioni lezioni su Platone e Vico

Correlata alla “svolta linguistica” che ha contrassegnato notevole parte della riflessione del secolo XIX, è stata assai ampia la discussione (tra linguisti, semiologi, filosofi, etc.) che ha investito una serie di problemi relativi allo statuto della “metafora”, del “linguaggio figurale”, etc. Tra di essi spiccano:  la funzione non meramente retorica (pertinente alle dimensioni “persuasiva”, “espressiva”, “pragmatica” del discorso) della metafora, la sua funzione “semantica”, conoscitiva, istitutiva di significati (ruolo discusso e già riconosciuto da Aristotele, e non necessariamente in contraddizione con il suo divieto secondo il quale «non bisogna discutere con metafore»); la distinzione – se essa deve essere mantenuta con significativa rilevanza teorica – tra “linguaggio filosofico” (e “scientifico”, etc.) e “linguaggio letterario”.
Nella rapida disamina che si tenterà di fare di una problematica assai vasta e complessa, si procederà ad opportune esemplificazioni ed anche alla presentazione, di qualche interesse tassonomico, di alcune “famiglie”, “campi” di metafore. Particolare attenzione sarà poi data all’individuazione di usi del metaforico che possono essere distinti sulla base della loro “tematizzazione”. Infatti i registri di tenore “metaforico” presenti in tanta parte anche della più disciplinata scrittura filosofica possono essere distinti in modo essenziale provando a individuare, nella complessa fenomenologia degli impieghi del “figurale”, usi “tematizzati” o comunque “tematizzabili” (“intenzionabili”) e  usi viceversa “non tematizzati”, e, soprattutto, “non-tematizzabili”, non totalmente (almeno originariamente) “intenzionabili”. In quest’ultimo caso si può ritenere che si dia una condizione di “non tematizzabilità” degli elementi di tipo metaforico nell’orizzonte di senso originario della loro produzione: condizione che può risultare decisiva per l’importanza che così possono assumere (specie nel caso delle metafore “più profonde”, o delle “metafore assolute”).
Tale materia riveste a mio parere un grande rilievo metodologico, oltre che teorico. Infatti un’indagine di tipo metaforologico che limitasse il suo lavoro  all’analisi delle canoniche figure retoriche della “metafora”, della “similitudine”, etc., si terrebbe lontana da uno studio che investa anche le connotazioni degli impieghi marcatamente “semantici” delle parole che veicolano un contenuto di immagine.
 
Discorrere di “figure” linguistiche ad alta concentrazione di immagini quali le metafore, o degli stessi materiali immaginativi che sorreggono le similitudini, a proposito del loro impiego in un autore come Platone sollecita almeno il richiamo alla dimensione di “paradosso” che tale impiego sembra, almeno a prima vista, contenere. Se risultano in qualche modo “paradossali” in Platone in primo luogo i ricorso alla scrittura, poi quello alla teatralizzazione dialogica, poi  quello all’immaginifico,  il ricorso alle metafore sembra aggiungere un momento di ulteriore più forte paradossalità nel caso di un filosofo nella cui meditazione può essere considerato come una mossa inaugurale il “processo all’immagine”, comunque il discorso critico attorno allo statuto dell’immagine: un filosofo peraltro il quale non tematizza propriamente  la “metafora.
D’altra parte il ricchissimo linguaggio di Platone è intensamente figurale, ricco di metafore, oltre che di similitudini e narrazioni mitiche, e incline a investire di un fitto tessuto di significati simbolici già la trama spaziale dei suoi modelli di città ideale: secondo i tratti di una “metaforica urbana” sulla quale in particolare ci si tratterrà.
Tutto ciò conferma l’opportunità di un’opera di incremento e ripensamento dei contributi finora disponibili sulla materia in vista dell’approntamento di aggiornati repertori delle metafore platoniche e soprattutto di organici lavori sulla materia.
 
Quanto a Vico, egli è il pensatore di una concezione genetizzante della mente, della storia umana, l’autore che ha portato innovativamente l’attenzione, con straordinaria acutezza e fecondità, sulla necessità che le prime forme della produzione e comunicazione linguistica umane  si dessero nel modo di una logica di pensiero mitico, narrativa e immaginifica, costitutivamente “metaforizzante”. E’ l’autore di un’inedita concettualizzazione ossimorica al cui interno si situa la straordinaria coppia “universale fantastico”, che dice come il concetto si sia dato, abbia dovuto darsi, nella forma del “figurale”. Lo studio dell’interprete può però non soffermarsi soltanto su tale concezione di Vico e sulle “figure” da lui in tal senso ri-costruite, ma anche sulle numerose figure metaforiche che punteggiano o ancor più sorreggono la sua riflessione, e in alcuni casi si può ritenere la sorreggano tacitamente. Si esamineranno alcune di queste figure: sia figure del pensiero mitico, sia figure interne al linguaggio vichiano (la “vis veri”, i semi del vero, l’organico, etc.).

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